PROGRAM 

LIKE AS THE LUTE

 

 Emma Kirkby

   voice  

Jakob Lindberg

lute

 

John Danyel, Like as the lute / Stay cruell, stay / Eyes look no more

 

Edward CollardGo from my window / A Ground

 

Robert Jones, Lie down poore heart  / When love on time and measure makes his ground / Farewell dear love

 

John DowlandCaptain Digorie Pipers Pavan and Galliard / Fantasia

 

John Dowland, The lowest trees have tops / Burst forth my tears / Sweet, stay awhile

 

                                               

INTERVAL

Francois Richard, Ruisseau qui cours après toy-même              

Antoine Boesset, N'espérez plus mes yeux / Que Philis a l'esprit  léger

Pierre Guedron, Si jamais mon âme blessée

 

Robert BallardEntrée de luth / Branles de village

 

Alonso Mudarra, Dulces exuviae                                                                                     

Luis de NarvaezGuardame las vacas

Luis Milan, Fantasia

                         

Alonso MudarraFantasia

 

Giulio Caccini, Dovrò dunque morire                                                                        

Anon, O bella più                                                                                                      

Tarquinio Merula, La Nanna

Emma Kirkby 

Sono molte le ragioni per cui Emma Kirkby sente di essere davvero fortunata: per aver incontrato sul suo cammino la polifonia vocale rinascimentale quand’era ancora a scuola, per i suoi studi classici all’università, per aver cantato in uno splendido coro, la Schola Cantorum di Oxford, e soprattutto per essersi imbattuta sin dall’inizio negli strumenti “storici” noti ai compositori barocchi e rinascimentali, quali il liuto, il clavicembalo e gli strumenti a corda e a fiato la cui dimensione, umana e sonora, ha generato in lei una risposta istintiva. Mentre portava avanti la sua passione attraverso l’insegnamento, è stata ben presto invitata a esibirsi come professionista con gruppi d’avanguardia; da qui sono nate lunghe collaborazioni con ensemble britannici e internazionali, singoli musicisti e case discografiche, che hanno permesso alla voce e allo stile di Emma di essere noti in tutto il mondo.

I due fil rouge principali della sua carriera sono stati le canzoni per liuto e la musica per consort vocale, esplorate nei decenni grazie a diversi colleghi; con Jakob Lindberg, Emma ha dato vita a recital e a sessioni in tutto il molto per quasi due decenni, e in qualità di membro del Consort of Musicke, e in duo con Anthony Rooley, Emma ha interpretato musica per consort e preso parte a registrazioni e workshop in diversi paesi, lavorando con i nomi più celebri – Dowland, Purcell, Monteverdi – ma anche adoperandosi per dare luce a maestri meno conosciuti, come ad esempio John Danyel, i Fratelli Lawes, Luca Marenzio, Giaches de Wert, Sigismondo D’India e il giovane Heinrich Schütz, che dopo aver studiato con Gabrieli a Venezia ha prodotto un libro di ricercati madrigali italiani.

Per Emma visitare l’Italia è sempre stata una grande gioia; conserva teneri ricordi dei suoi concerti regolari a San Maurizio, a Milano, negli anni ottanta, dei workshop a Coccaglio negli anni novanta e da quel momento in avanti in Friuli, a Cremona, Bari, Roma e Bevagna. È emozionante vedere i giovani cantanti italiani costruire il proprio rapporto con questo meraviglioso repertorio, ricreando i fasti vocali dei secoli XVI e XVII. Sì, l’opera era già nata a quell’epoca, ma nei suoi primi di vita aveva il suo epicentro nella musica da camera e nella squisita finezza dell’ensemble vocale, portato all’apice da consumati artisti che hanno attratto i migliori compositori viventi dell’epoca. 

Il lavoro di Emma è stato insignito di riconoscimenti nel Regno Unito, di cui i più recenti sono il titolo di Dama dell’Impero Britannico e la Medaglia della Regina per la Musica. Colpita da un tale riscontro, è lieta del riconoscimento che implica, per un modo di fare musica che dà valore al gruppo, alla purezza e alla pacatezza rispetto a cose come il volume e l’esibizione. È soprattutto felice di vedere una nuova generazione di interpreti che dà forma concreta alle proprie capacità e al proprio entusiasmo.

Emma Kirkby

feels lucky in many ways: that she met renaissance vocal polyphony while still at school, that she studied Classics and sang with the Schola Cantorum at Oxford, and, best of all, that there she encountered “historical” instruments known to Renaissance and Baroque composers, the lute, harpsichord, and wind and string instruments, whose sound and human scale drew from her an instinctive response. As a schoolteacher and amateur singer she was invited to perform professionally with pioneer groups; and long partnerships followed in Britain and abroad, with ensembles, individual players, and record companies, so that now Emma’s voice and style are recognized worldwide. Emma was awarded a DBE in 2007, and in 2011 the Queen’s Medal for Music. Amazed by all this, she is nevertheless glad of the recognition it implies, for a way of music-making that values ensemble, clarity and stillness above volume and display; above all she is delighted to see a new generation of singers and players bringing their skills to the endeavor.

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