La Missa Se la face ay pale fu composta da Guillaume Du Fay (1397-1474), probabilmente nel 1452, durante la sua permanenza alla corte di Ludovico, Duca di Savoia, presso il quale si trovava con il titolo di maestro di cappella e consigliere di corte.

 

Con quest’opera, scritta a quattro voci, Du Fay adotta per la prima volta la tecnica compositiva della messa su cantus firmus, in questo caso trae il tenor di una ballata che lui stesso aveva composto presso la corte savoiarda negli anni Trenta, all’epoca di Amedeo VIII. In tutti i 5 movimenti (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) il tenor mantiene melodia e ritmo del tenor della ballata, ma subisce di volta in volta modifiche di carattere proporzionale, fatti salvi i rapporti mensurali tra le singole note. Le diverse parti della messa impongono al tenor “canoni mensurali” che indicato il trattamento proporzionale dell’intera linea melodica; in tal modo la melodia originaria, sempre riconoscibile, si dilata o si contrae al servizio dell’impianto generale di ciascun movimento.

 

A lungo si è ritenuto che questa messa fosse stata composta in occasione delle nozze tra Iolanda di Francia e Amedeo IX di Savoia, figlio di Ludovico, avvenute il 27 ottobre del 1452. Una recente ipotesi, che parte da una interpretazione cristologica del testo della ballata, riconoscendo nella ‘face pale’ il volto pallido di Cristo morto, associa la composizione della messa alla cessione del santo sudario di Cristo [la Sindone] da parte di Marguerite de Charny al Duca Ludovico avvenuta il 22 marzo 1453.

 

Quest’opera è trasmessa integralmente da due fonti: il manoscritto Trento 88 (Trento, Castello del Buonconsiglio, Monumenti e Collezioni Provinciale, MS 1375, fols. 97v–105v) copiato tra 1456 e il 1460 da Johannes Wiser e il Cappella Sistina MS 14 (Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Cappella Sistina MS 14 (CS 14), fols. 27v–38) redatto tra il 1470 e il 1489 per la cappella papale.

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