Roma caput Musicae - aspettando Odhecaton #1


La Roma che accoglie Michelangelo Buonarroti nel 1496 (e fissata qualche anno prima nell'immagine qui sopra tratta dalla Weltchronik di Hartmann Schedels pubblicata a Norimberga nel 1493) non è la città che tutti ci immaginiamo. Sviluppata nei suoi sette colli tufacei, la Roma rinascimentale è ben distante dall'ideale della città romana ordinata su cardi e decumani, e lo stato civile della stessa non è molto lontano dal tradire una decadenza che sembra essere inevitabile.

Mancano pochi anni alla richiesta rivolta a Michelangelo da Papa Giulio II di affrescare la volta della Cappella Sistina, danneggiata da una crepa dovuta ad un assestamento dei muri e quindi necessaria di un nuovo intervento decorativo.

Già la Cappella Sistina era il luogo simbolo del Pontefice, sede della Cappella musicale fondata al rientro da Avignone da Papa Sisto IV che nel 1471 ne fonda il primo nucleo di "Collegio di Cappellani Cantori".

Anche per la presenza di una sede così prestigiosa per la musica del culto romano e di numerose altre istituzioni musicali (collegi, cappelle private e pubbliche) cominciarono ad affluire a Roma numerosi compositori provenienti dalle Fiandre: era l'arrivo di quello che verrà definito il "Vento del Nord".

Compositori quali Dufay, Ockeghem, Busnoys per citare i più famosi non solo compongono per la Cappella papale e per le altre istituzioni musicali della città , ma informano un gusto compositivo, uno stile musicale sacro fortissimamente caratterizzante che sarà il punto di partenza della nascita "naturale" di una ricerca di qualcosa di meno artificioso, meno "costruito", più intelligibile (i punti di contestazione rivolti a questo stile fiammingo).

Ma questo lo si dovrà ad un pontefice spagnolo, riabilitato da pochi anni dai suoi stessi concittadini che per secoli avevano "concesso" a Valencia l'onore di avergli dato i natali.

Il famoso ritratto di Guillaume Dufay e Gilles Binchois


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