La "folia" di un Papa e l'arrivo degli spagnoli - aspettando Odhecaton #2


Quando, nell'agosto del 1492, Roderic Borja (italianizzato Rodrigo Borgia) entra in Conclave in una Cappella Sistina che già mostrava ai principi della Chiesa alcuni dei cicli pittorici più importanti della storia dell'umanità, aveva già preparato le carte da giocare per riuscire dove aveva fallito qualche anno prima: diventare Pontefice.

Vicecancelliere di Papa Innocenzo VIII, Rodrigo Borgia fin dagli esordi sulla scena ecclesiastica romana si dimostra un abile calcolatore ricco di ambizioni, sostenuto da una acuta intelligenza anche se annacquata da una superbia difficile da domare.


La storia della sua famiglia e dei figli da lui riconosciuti vanno di pari passo con la storia della Chiesa ed è pur vero che se si ricordano di Alessandro VI le numerose amanti (come Giulia Farnese che viene ritratta nei panni della Vergine Maria nel celebre Gesù Bambino delle Mani copia del Pinturicchio), dall'altro si dimenticano alcuni aspetti importanti del suo papato: dal rispetto dell'ortodossia, al mecenatismo che coltivò con assoluta passione (commissionò a Michelangelo la celebre Pietà) fino alla proclamazione del Grande Giubileo del 1500 che segnò molti cambiamenti nella Roma del Cinquecento.


Nella "storia" del nostro breve viaggio che ci accompagna al concerto Tu es Petrus, Alessandro VI gioca una parte sicuramente involontaria. E' quasi prassi nella storia della Chiesa che all'arrivo di un Pontefice, il Vaticano diventi la meta di connazionali del Pontefice. Ed è quello che accadde anche con Papa Borja, quando Roma diventa la naturale destinazione di tutta una schiera di artisti (letterati, musicisti e artisti) spagnoli che muovono verso la città eterna aprendo le porte per lungo tempo fino ad oltre la metà del secolo.


Il primo e più famoso degli spagnoli che nel 1535 viene segnalato come cantore della Sistina è Cristobal de Morales. Sivigliano di nascita, Morales fin dal suo esordio come compositore si caratterizza per la sua scrittura limpida, definita da alcuni studiosi quasi una anticipazione dell'uso della tonalità. Sicuramente la capacità di Morales di essere sempre attento a rendere espressivo e comprensibile il testo all'ascolto è una delle caratteristiche che lo renderanno un modello per quanti da lì a poco tempo daranno via a quella che definiamo la "scuola romana", Palestrina in testa.


Lucrezia Borgia a trentadue anni presenta Ercole, proprio figlio ed erede, a san Maurelio.


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