BariBarocca: nei suoni l'eco delle architetture


Poco da fare: negli ultimi anni la Puglia, e il Salento in particolare modo, sono divenuti uno status symbol del turismo al punto tale da essere soprannominate Salentoshire. Pare che non sia estate se non si balla la taranta, se non ci si lancia nella notte di Melpignano e se non ci si iscrive ad un corso di pizzica. Chiaramente i lampascioni sono per stomaci forti e allenati, ça va sans dire! Quello che si rischia è non solo ignorare ma anche di non essere minimamente interessati a scoprire la cultura di una terra sicuramente unica (come lo sono ognuna delle nostre Regioni) che ha numerose testimonianze importanti della storia della nostra Penisola (penso solo alla comunità ebraica di Trani o banalmente alla Chiesa di San Nicola a Bari, punto di partenza per il pellegrinaggio ad Oriente).

Musicalmente, poi, pare che solo la pizzica e la tarantella siano le uniche ambasciatrici della musica di questa terra. Un po' pochino direi!

Una bellissima testimonianza della ricchezza della storia musicale della Puglia, è il cd licenziato dalla giovane formazione BariAntiqua (per l'etichetta Cremona) diretta da uno dei liutisti italiani più attenti e riconosciuti anche internazionalmente per la cura delle sue ricerche: Diego Cantalupi.

In questo cd, che ho avuto l'onore e il piacere di ricevere direttamente dal giovane Edward Szost a Treviso in occasione della sua esibizione a Casa Cozzi, sono incise le "Sonate a trè, doi violini, e violone, ò arcileuto, col basso per l'organo. Opera prima- Roma 1694" di Pietro Migali da Lecce.

Pochissime le notizie di questo autore, che per altro si desumono da documenti quali il testamento e pochi altri contemporanei. Dalle note del libretto, curato da Diego Cantalupi stesso, emerge la figura di un compositore maturo e ben strutturato, di cui queste sonate tradiscono una adesione a quello stile "romano" che fa di Corelli il rappresentante indiscusso. Una esecuzione, quella degli interpreti, rispettosa di uno stile, sottilmente tesa a restituire alle pagine di Migali una naturale predisposizione di queste sonate ad appartenere ad un repertorio ben più alto di dove il tempo le abbia in effetti relegate.

Insomma, una incisione che non può mancare nelle discoteche di quanti desiderano ampliare lo spettro della geografia della musica antica, ma soprattuto con la speranza che possa, questo progetto editoriale, vedere una declinazione nel recupero del patrimonio di una terra splendidamente baciata da tante meraviglie: e la musica di Migali è una di queste.

Pietro Migali

Sonate op. I

BariAntiqua

Dario Palmisano, violino

Michele Saracino, violino

Edward Szost, tiorba

Diego Cantalupi, arciliuto

Davide Pozzi, organo

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