Limone, burro & un bel thriller

Il piacere di ritrovare e ritrovarsi dentro pagine già trascorse e lette qualche tempo prima è uno degli aspetti che più prediligo nella mia vita di lettore. In questi giorni mi è tornato alla mano il primo volume di una tetralogia scritta dall'inglese Philip Pullman, troppo spesso "categorizzato" come autore per ragazzi per quell'opera notevole di immaginazione e sviluppo che è la Bussola d'Oro. Di opere meritevoli da leggere Pullman ne ha scritte, compresa questa tetraolgia detta​

​ "di Sally Lockart" che ha inizio proprio con "The Rubin in the Smoke" (Il rubino di fumo, ed. Salani) che mi è ri-capitato in mano proprio alla volta della settimana scorsa riordinando una parte di libreria dopo molto tempo.​ La storia ambientata in una Londra vittoriana sicuramente non "da cartolina" e lontana da qualsivoglia luogo comune benevolo, narra le peripezie della sedicenne Vittoria "Sally" Lockart tra fumerie di oppio, signore incapucciate di crinoline nere che brandiscono lame affilate sotto i manicotti, assassini e triadi cinesi tutti tesi ad uccidere la giovane Sally che custodisce il rubino del maharaja di Agrapur datole in dono dal padre prima di morire affondando con la sua nave Lavinia nel mar della Cina. Tutti gli ingredienti sono di quelli che collocati su di un tavolo prima di cominciare a cucinare ti fanno dire che forse a vederlo lì il limone poco avrà a che fare con l'uovo, ma alla fine il sapore del piatto è così ricco di sfumature nuove date dall'incontro di diversi "umori", che ti lascia soddisfatto e conquistato.​

​Anche per questo l'unico piatto che Sally sa cucinare (e lo preparerà agli amici prima della notte definitiva in cui metterà in atto il suo piano per sconfiggere la sua antagonista) è simbolico e ben racchiude il significato di tutti gli umori del libro: il kedgeree fumante, meravigliosa ricetta della cucina britannica che rappresenta l'incontro della cucine orientali con la tradizione britannica. Il riso, il salmone e i gamberi, il timo, le uova di quaglia, lo scalogno (mai la cipolla!!!), il succo di un limone e l'immancabile burro. Quando mi capitò in libreria questo libro tra le mani ricordo che fu l'incipit a determinare il mio desiderio di acquistarlo. Poterlo rileggere quando ne avevo voglia sapevo mi avrebbe dato soddisfazione perchè era un incipit ben pensato e assolutamente elettrizzante. "In un freddo, uggioso pomeriggio d'inizio ottobre del 1872, una carrozza si fermò agli uffici di Lockhart & Selby, spedizionieri marittimi, nel cuore finanziario di Londra, e una fanciulla ne discese e pagò il vetturino. Aveva più o meno sedici anni, era sola e molto graziosa. Snella e pallida, bionda con gli occhi scuri, vestiva a lutto ... Si chiamava Sally Lockhart; e di lì a quindici minuti avrebbe ucciso un uomo"

Buon appetito e buona lettura.


Post in evidenza