La #britsuite


​Il periodo trascorso da Johann Sebastian Bach a Köthen fu uno dei più prolifici per lo studio e la composizione strumentale del nostro Kantor. La corte di Köthen professava la fede protestante calvinista e questo permise a Bach, protestante luterano, di non aver l'obbligo di scrivere settimanalmente per la cappella del Principe. Sono gli anni in cui prendono vita le Sinfonie, le Invenzioni, alcune Partite, i Concerti Brandeburghesi, le Suite per orchestra e anche le due più famose raccolte di suite per clavicembalo scritte da Bach: le Suite francesi e le Suite inglesi.

Suite avec préludePréludes aver leur Suites Ignoriamo le ragioni che spinsero Forkel, primo biografo di Bach, a nominare questa raccolta di sei suite (BWV 806 - 811) con il titolo "Suite inglesi". La leggenda vuole che siano state commissionate a Bach da un ricco facoltoso inglese, ma la vita del Kantor è costellata da così tante leggende che non possiamo assolutamente affidarci a questa notizia. L'ipotesi più accreditata dagli studiosi è che il nome derivi dal fatto che Bach si lasciò ispirare i temi della prima di queste suite "inglesi", proprio da alcune composizione che trovarono notevole fortuna proprio in Inghilterra. Sappiamo che lui le chiamava "Suites avec prèlude" o "Préludes avec leur suites", chiarendo subito fin dal titolo la caratteristica più chiara e singolare di questa raccolta: la presenza di un preludio di largo respiro che ci introduce alla Suite vera e propria. Suite che, pur rispettata nella sua tradizionale successione di Allemanda-Corrente-Sarabanda-Giga, viene arricchita dalla variazione ornata di ogni Sarabanda e dalla presenza delle galanterie, le danze "libere" tra la Sarabanda e la Giga finale. Ogni galanteria I prevede una galanteria II nella tonalità maggiore o minore con la stessa tonica della I e la ripetizione della galanteria I. Nella puntata del 23 ottobre di IN Chiave antica ho dedicato l'ascolto alla seconda Suite Inglese in la minore BWV 807, croce e delizia di intere generazioni di studenti di pianoforte che si trovavano a dover affrontare queste pagine bachiane, obbligatorie nel programma del primo esame ufficiale all'interno dei Conservatori. Un'opera, questa suite BWV 807, capitale e paradigmatica del genere (altrimenti mica ci finiva condannata ad essere una prova di esame), che merita l'ascolto attento che le abbiamo dedicato.Chi desidera ascoltare il podcast della puntata di In Chiave Antica lo può fare cliccando qui. Per conoscere gli ascolti della puntata visitate la mia pagina Tumblr. Buona Vita.


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